Affitti Concordati Cosa Cambia

Affitto a canone concordato

Il nuovo decreto delle Infrastrutture del 16 gennaio (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 15 marzo ) rivitalizzerà i contratti a canone concordato?

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, n.62 del 15 marzo 2017 del nuovo decreto dei “Ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia e Finanze”, le regole per la pattuizione locale sugli affitti vengono rinnovate mantenendo l’impianto di base ma con alcune novità.

Analizziamo le varie novità: 

  1. Associazioni e sindacati: a differenza di  quello che succedeva prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento, ad attestare la corrispondenza del contratto di locazione saranno le associazioni e sindacati ad attestare la rispondenza del contratto di locazione e i contenuti degli accordi che verranno sottoscritti in sede locale. Insieme a questo, per rappresentare i lavoratori migranti e le loro esigenze abitative, agli accordi parteciperanno anche le Onlus.
  2. In quali Comuni si possono sottoscrivere: il decreto non interviene sulla questione dell’elenco dei Comuni, in quanto è già possibile siglare tali contratti ovunque in merito all’articolo 1, comma 13 del Dm del 30 Dicembre 2002.
  3. Contratti Transitori: per questo tipo di contratto, i canoni sono gli stessi usati per i contratti concordati, con durata di 3 anni+2 ma con un canone aumentato del 20%. Questa tipologia di contratto potrà essere stipulata solo in comuni con più di 10.000 abitanti.

Leggendo i pareri di Confedilizia e di alcuni giornali specializzati del settore, queste novità potranno portare dei reali benefici ed essere di un certo rilievo, solo nel momento in cui verranno applicate misure indispensabili per il comparto e cioè, stabilizzazione della cedolare secca al 10% che attualmente è prevista l’applicazione solo fino al 2017, e l’introduzione di un limite della tassazione patrimoniale Imu e Tasi sugli immobili locati a canone concordato.

A questo punto per valutare se ci sarà questa spinta in avanti, dovremo attendere il rinnovo e l’aggiornamento degli accordi territoriali degli oltre 700 Comuni coinvolti nell’operazione.